Textos e reflexões de Rodrigo Meireles

8.1.12

Per una cultura dell'unità!

L'uomo è in crisi. Senza nord, vive una cultura che lo rinchiude sempre di più nella sua propria esperienza, uccidendo i rapporti e limitando la convivenza sociale. Parafrasando Rollo May, l'uomo deve camminare verso una "conoscenza di sé stesso", però deve riconoscere che una tale conoscenza non può privarlo del contatto con l'altro e con il mondo. La crisi dell'uomo odierno si trova nella cultura predominante, che incita l'etica del solo io, dell'autonomia e del consumo, nella quale l'uomo stesso si distrugge, portando con sé la Creazione. Dunque, si fa necessaria una nuova cultura!

Una cultura capace di comprendere il valore dell'altro, nella quale prevalga il rispetto, l'armonia e l'amore. Una cultura nella quale il differente viene considerato senza essere escluso, dove i deboli e i vulnerabili hanno voce. In una cultura così, la vita è un viaggio, un processo: è storia che si fa in fatti costruttivi, e non destruttivi.

Dobbiamo ricuperare i legami di fiducia con ogni essere che ci passa accanto e credere che soltanto così il mondo e la cultura si possono ricostruire in una rete fraterna dove impera l'Amore. Ma che cosè l'Amore? La parola "Amore" implica il dono di sé, che a sua volta implica l'incontro verso qualcosa o qualcuno fuori dal proprio io, nel riconoscimento di un tu, di un altro. Amare è donare il proprio sguardo, il proprio ascolto e lanciarsi. È, dunque, un atto non sempre facile, che richiede un ampio senso di libertà e una forte coscienza del senso della propria esistenza. Per amare, dobbiamo esseri interi e disposti a incontrare nell'altro una ragione per vivere la vita.

La cultura, con i suoi molteplici contorni, dipende da noi, si realizza in noi ed è segnata dalle nostre azioni. Per cambiarla, dunque, si fa necessario il nostro impegno. Non è sufficiente soltanto criticarla, ma c'è bisogno, innanzitutto, di riconoscere in noi stessi la necessità di cambiare. Criticare i politici o quelli che rubano, ammazzano e distruggono non è abbastanza se non riconosciamo che anche in noi  esiste una certa dose distruttiva quando non rispettiamo l'altro e quando feriamo i nostri rapporti. La legge esiste per aiutare l'uomo in questo intento, ma la morale è dell'uomo e dev'essere vissuta con coscienza a cominciare da ognuno di noi.

È in questo senso che sostengo la necessità di una cultura dell'unità. Non per affermare una egualianza comunista, neanche per lasciare che diritti e necessità umane siano calpestati in favore di interessi limitati. Una cultura dell'unità si fa necessaria perché gli uomini possano ritrovare una convivenza armoniosa tra i propri pari e con la natura. Siamo tutti risultanti della polvere cosmica sparsa da miliardi di anni e figli della stessa Terra, nonostante le tante distinzioni. Per una cultura dell'unità, viviamo l'Amore vero!

Correzione finale: Tommaso Bertolasi



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